Comacchio, autunno 2000 La lista era quasi finita. L’uomo distinto che qualche mese prima aveva lasciato Lucietta senza vita in un canale osservava il foglio, con un solo nome: Agnese. Nei mesi caldi aveva girato quasi tutta la zona del Delta del Po, aveva visto le vite di quelli che una volta erano gli orfani del Santa Cecilia, aveva ricostruito gli anni, spiato le loro abitudini, eppure dello spartito nessuna notizia. Aveva riposto dunque tutte le speranze su questa Agnese, dopo di che, se nulla avesse scoperto, non gli restava che supporre che l’oggetto della sua ricerca fosse finito in mano a quegli orfani che erano deceduti strada facendo; erano tre: Ruggero, Antonia e Leandro. In tal caso avrebbe dovuto lavorare il doppio, scavare nelle loro discendenze, o avrebbe finito con l’abbandonare la ricerca… e poi? Che ne sarebbe stata della sua vita senza più nessuna passione? Senza quell’obiettivo che le aveva dato un senso? Che lo aveva tolto dalla solitudine e dall’eco bombarda...
“Allora, Leandro, cominciamo dall’inizio…” disse Argento, infilando il camice bianco, quello che solitamente indossava solo d’inverno per proteggersi dall’umidità che si alzava dalle paludi di Comacchio, penetrando i cappotti nella sala d’attesa e, inevitabilmente, arrivando fino a lui. “Vieni qui, facciamo una visita come si deve. Non possiamo limitarci a parlare delle nostre cose se poi ti ammali davvero…” aggiunse il medico, cercando di celare una preoccupazione crescente. In realtà, nelle ultime visite aveva notato un pallore insolito e un evidente affaticamento in Leandro, ma non aveva mai osato indagare più a fondo. Sapeva che Leandro si fermava da lui solo per un saluto veloce o per prendere un caffè, sempre quando la sala d’attesa era vuota. Le rare volte in cui aveva ricevuto una prescrizione, aveva aspettato il suo turno con attenzione, assicurandosi che nessuno lo osservasse troppo da vicino. Era un tacito accordo tra loro, un modo per sovvertire i ruoli che ciascu...
Capitolo 1 Comacchio, 13 agosto 2024 Argento rifletté ancora una volta sul suo nome. «Oggi un po' di più», pensò. Oggi era il suo compleanno. «Nozze d'argento.» «Medaglia d'argento...» La mente divagava. Era divorziato e non aveva mai partecipato alle Olimpiadi. «Cornice d'argento.» Forse gli si addiceva di più, per i tanti anni in cui si era sentito immobile in situazioni che rifuggiva anche solo dai pensieri. Lo strano nome fu un'idea del nonno, un pescatore dalle dita avvizzite e graffiate dalle reti, la pelle bruciata dal sole nelle lunghe giornate trascorse tra le paludi del Delta del Po e in quel paese, Argenta, che attraversava spesso. Ma Argenta fu maschio, e così divenne Argento, che in fondo gli ricordava i colori dei pesci, che secondo lui dovevano essere sempre maschi, sfidando le leggi della natura e degli anni a venire... E anno dopo anno a venire... oggi Argento compiva 60 anni, e finalmente il suo nome aveva un senso, pensò. Si ...
Finalmente sono riuscita a leggerlo io nn amo i romanzi ma ti prende assolutamente il seguito
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